Ictus: sintomi, cause e prevenzione

L’ictus si verifica a causa di problemi del passaggio di sangue al cervello: il passaggio di sangue o è bloccato, o un vaso sanguigno nel cervello si rompe, causando la morte di tessuto cerebrale. Un ictus è un’emergenza medica, e il trattamento deve essere fatto il più presto possibile.

Ci sono tre principali tipi di ictus:

L’ictus è la quinta causa di morte negli Stati Uniti, muore una persona ogni 4 minuti. Per i neri, l’ictus è la terza causa di morte.

Circa 800.000 persone hanno un ictus ogni anno; circa uno ogni 40 secondi. Solo il cancro, le malattie respiratorie e gli incidenti sono più mortali.

L’ictus è un male molto comune e fa tante vittime. Colpisce molte persone e, quando non è mortale, le conseguenze sono gravi danni permanenti, con invalidità più o meno marcata.

È indispensabile quindi prevenire un possibile attacco per salvare la propria vita e conoscere i sintomi dell’ictus per poter subito contattare il 118 e iniziare il trattamento, evitando complicazioni.

Quindi vediamo subito cosa c’è da sapere.

In questo articolo spiegheremo perché si verificano questi tipi di ictus, i sintomi, i fattori di rischio dell’ictus, come prevenirlo e come vengono trattati e diagnosticati.

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Indice

 

Punti chiave

  • Durante un ictus, il cervello non riceve abbastanza ossigeno o sostanze nutritive, causando la morte delle cellule cerebrali.
  • I principali sintomi di ictus sono difficoltà a parlare e capire, difficoltà a muoversi, paralisi di viso e arti (sopra da un lato del corpo).
  • Gli ictus ischemici sono causati da un restringimento o blocco delle arterie nel cervello.
  • Le cause di ictus emorragici sono rottura o scoppio di vasi sanguigni dentro o intorno al cervello.
  • L’ictus deve essere diagnosticato e curato il ​​prima possibile per ridurre al minimo i danni cerebrali.
  • Il trattamento dipende dal tipo di ictus.
  • Il modo più efficace per prevenire l’ictus è mantenere uno stile di vita sano ed eliminare i fattori di rischio che lo causano.

 

Che cos’è l’ictus?

L’ictus si verifica quando viene interrotto o ridotto il passaggio di sangue al cervello. Se succede, il cervello non ha abbastanza ossigeno o sostanze nutritive, e muoiono le cellule celebrali.

Ci sono tre tipi principali di ictus; ischemico, emorragico e TIA.

In Italia ci sono circa 200.000 casi di ictus ogni anno.

Negli Stati Uniti, circa il 40 per cento delle morti di ictus sono nei maschi, il 60 per cento femmine. Secondo l’American Heart Association (AHA), rispetto alle persone bianche, le persone nere hanno quasi il doppio del rischio di ictus e un tasso di mortalità molto più elevato.

In Italia l’ictus è al terzo posto come causa di morte (altre malattie cardiovascolari al primo e i tumori al secondo posto). È purtroppo la prima causa di invalidità.

L’ictus colpisce più le persone in sovrappeso, di età superiore ai 55 anni, con una storia personale o familiare di ictus, sedentari, che fanno uso di alcol, droghe o fumano.

A causa dell’invecchiamento della popolazione i casi di ictus sono destinati ad aumentare.

 

Sintomi di ictus

L’ictus si verifica rapidamente, quindi nell’ictus i sintomi appaiono di colpo e senza preavviso.

In presenza dei sintomi non bisogna guidare verso l’ospedale ma chiamare un’ambulanza.

I principali sintomi di ictus sono:

  • Confusione – compreso difficoltà a parlare e capire.
  • Mal di testa – anche con vomito.
  • Paralisi di parti del viso, del braccio o della gamba – soprattutto in un lato del corpo.
  •  Vista offuscata – da uno o entrambi gli occhi.
  • Difficoltà a camminare – con vertigini e mancanza di coordinamento.

L’ictus può causare danni a lungo termine. In base a quando viene diagnosticato e curato, il paziente può avere disabilità temporanee o permanenti dopo un ictus. Oltre a quelli elencati, altri sintomi di ictus sono:

  • problemi di controllo della vescica o dell’intestino
  • dolore a mani e piedi che aumenta col movimento e i cambi di temperatura
  • paralisi o debolezza su uno o entrambi i lati del corpo
  • difficoltà a controllare o esprimere emozioni

I sintomi variano tra i pazienti.

L’acronimo FAST è un modo per ricordare i sintomi di ictus e può aiutare a identificare l’ictus più velocemente:

  • Faccia bloccata – la persona cerca di sorridere e un lato del viso cade?
  • Arti deboli – se la persona cerca di sollevare entrambe le braccia, un braccio scivola verso il basso?
  • Strano discorso – se la persona cerca di dire qualcosa di semplice il discorso è strano o incomprensibile?
  • Telefona al 118 – se vedi uno di questi sintomi chiama un’ambulanza.

Prima arriva l’assistenza medica per un sospetto ictus, migliore è la prognosi e c’è meno probabilità di danni permanenti o morte.

 

Ictus: cause e fattori di rischio

Le diverse forme di ictus hanno cause specifiche diverse.

Che cosa causa l’ictus?

 

Cause di ictus ischemico

L’ictus ischemico o ischemia cerebrale è la forma più comune: circa l’85 per cento dei casi. Questo tipo di ictus è causato da blocchi o da restringimento delle arterie che portano sangue al cervello, con conseguente ischemia (flusso di sangue ridotto con danni alle cellule cerebrali).

Questi blocchi sono spesso causati da coaguli di sangue nelle arterie del cervello o in altri vasi sanguigni del corpo che portano sangue nelle arterie del cervello. I depositi di grasso all’interno delle arterie, chiamate placche, possono causare coaguli che provocano l’ischemia.

 

Cause di ictus emorragico

L’ictus emorragico è causato da rottura o scoppio di arterie nel cervello. Il sangue fuoriuscito preme sulle cellule cerebrali e le danneggia. Si riduce anche l’apporto di sangue al cervello dopo il punto di rottura dell’arteria. I vasi sanguigni possono scoppiare e versare sangue dentro o vicino al cervello, portando sangue nello spazio tra il cervello e il cranio.

Queste rotture sono spesso causate da condizioni come ipertensione, traumi, farmaci che fluidificano il sangue (anticoagulanti) e aneurisma (pareti dei vasi sanguigni fragili).

L’emorragia intracerebrale è il tipo più comune di ictus emorragico: il vaso sanguigno si rompe dentro il tessuto celebrale e lo inonda di sangue. L’emorragia subaracnoidea è il secondo tipo di ictus emorragico e meno comune. In questo tipo di ictus, l’emorragia si verifica in un’arteria nello spazio subaracnoideo (tra il cervello e i tessuti che lo ricoprono).

 

Cause di attacco ischemico transitorio (TIA)

I TIA sono diversi perché il flusso di sangue al cervello è interrotto solo per poco. I TIA sono più simili all’ictus ischemico in quanto spesso sono causati da coaguli di sangue o di altro tipo.

Anche i TIA devono essere considerati emergenze mediche come gli altri tipi di ictus, anche se il blocco dell’arteria e i sintomi sono temporanei. Sono segnali di avvertimento e indicano che nel cuore c’è una parte di arteria o una sorgente bloccata da coaguli.

Secondo i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), oltre un terzo delle persone che hanno un TIA hanno un ictus più grave entro un anno se non fanno terapia. Il 10-15 per cento avrà un ictus maggiore entro 3 mesi da un TIA.

ictus

Fattori di rischio dell’ictus

I fattori di rischio di ictus aumentano la probabilità di averne uno. Bisogna distinguere tra fattori di rischio non modificabili e fattori di rischio modificabili.

 

Fattori di rischio non modificabili

Su questi fattori di rischio non è possibile intervenire. Sono:

Età. Dai 55 anni il rischio aumenta.

Sesso. Le donne sono più colpite.

Predisposizione familiare. Parenti che l’hanno avuto.

Predisposizione personale. È facile avere ricadute.

Etnia. I neri non ispanici sono più a rischio.

In presenza di questi fattori bisogna stare più attenti facendo quindi prevenzione e controlli periodici.

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Fattori di rischio modificabili

Queste condizioni sono modificabili e quindi si può intervenire per ridurre il rischio.

Il rischio è maggiore, in presenza di:

  • diabete non controllato,
  • ipertensione,
  • obesità e sovrappeso,
  • sedentarietà,
  • tabagismo,
  • consumo di alcol.

In questi casi è fondamentale iniziare una dieta, iniziare a fare sport, fare controlli periodici ed eliminare fumo e alcol.

 

Come si fa la diagnosi di un ictus?

L’ictus si verifica rapidamente e spesso prima che la persona possa essere vista da un medico per una corretta diagnosi.

Per una migliore diagnosi e cura, bisogna portare il paziente affetto da ictus in ospedale entro 3 ore dall’inizio dei sintomi.

Ictus ischemici, ictus emorragia e TIA richiedono terapie diverse.

Purtroppo, si può sapere il tipo di ictus solo con un esame svolto in ospedale.

Ci sono vari tipi di test diagnostici che i medici usano per capire il tipo di ictus:

  • Esame fisico– il medico chiede i sintomi del paziente e la storia clinica. Può controllare la pressione sanguigna, l’arteria carotide nel collo ed i vasi sanguigni degli occhi, per controllare il flusso sanguigno.
  • Esami di sangue– il medico farà un’analisi del sangue per capire la coagulazione del sangue del paziente (conta delle piastrine, tempo di Protrombina e Tomboplastina). Si controlla alche la glicemia che, se alta, può avere sintomi simili all’ictus. Si analizza se il paziente ha un’infezione o meno.
  • TC (tomografia computerizzata)– dei raggi X che possono mostrare emorragie, ictus, tumori e altre condizioni del cervello.
  • MRI(risonanza magnetica)– crea un’immagine del cervello per rilevare i tessuti cerebrali danneggiati.
  • Ecodoppler carotideo– l’ecodoppler controlla il flusso sanguigno nell’arteria carotide per vedere se ci sono placche.
  • Angiografia cerebrale– si inietta una sostanza nel sangue che i raggi X rilevano. Dà un’immagine dei vasi sanguigni del cervello e del collo.
  • Ecocardiogramma– è un esame del cuore che mostra se ci sono rischi che possono causare ictus.

 

Trattamento dell’ictus

Ictus ischemici, emorragici e TIA hanno cause diverse, quindi richiedono terapie diverse. È importante diagnosticare subito il tipo di ictus per ridurre i danni al cervello. Non solo. Anche perché la terapia adatta a un tipo di ictus può essere dannosa per un tipo diverso.

 

Come viene trattato l’ictus ischemico?

Gli ictus ischemici sono causati dalle arterie bloccate o ristrette. Quindi il trattamento deve riportare il giusto flusso di sangue al cervello.

Il trattamento dell’ictus ischemico può iniziare con farmaci per eliminare i coaguli e impedire che se ne formino altri. In particolare si usano farmaci anticoagulanti e antitrombotici. Può essere usata l’aspirina, così come un’iniezione di un Attivatore del Plasminogeno (TPA). TPA è un farmaco trombolitico molto efficace per sciogliere i coaguli, ma deve essere iniettato entro 4-5 ore da inizio dei sintomi dell’ictus.

Per l’emergenza si inietta il TPA direttamente in un’arteria del cervello o si usa un catetere per rimuovere il coagulo. Studi recenti dubitano dell’efficacia di questi metodi, quindi ci sono ricerche in corso sui loro benefici.

Ci sono altre terapie per diminuire i rischi di ictus o TIA:

Endoarteriectomia carotidea: un neuro-chirurgo apre l’arteria carotide e rimuove qualsiasi placca che la blocca.

Angioplastica: il medico gonfia un piccolo palloncino nell’arteria ristretta con un catetere. Quindi inserisce uno stent (un tubo di rete metallica) nell’apertura per impedire che l’arteria si restringa di nuovo.

 

Come viene trattato l’ictus emorragico?

Gli ictus emorragici sono causati da sanguinamento nel cervello, pertanto il trattamento serve a controllare l’emorragia e ridurre la pressione sul cervello.

Il trattamento può iniziare con i farmaci. Sono somministrati per ridurre la pressione nel cervello, controllare la pressione sanguigna, impedire le crisi epilettiche e prevenire improvvise restrizioni dei vasi sanguigni. Se il paziente prende farmaci anti-coagulanti o anti-piastrinici come Warfarin o Clopidogrel, possono essere somministrati farmaci per contrastare gli effetti del farmaco o può fare trasfusioni di sangue per compensare la perdita di sangue.

Può essere usata la chirurgia per riparare eventuali problemi dei vasi sanguigni che hanno causato o possono causare ictus emorragici. Il chirurgo può mettere piccoli morsetti alla base degli aneurismi o riempirli con bobine staccabili per fermare il flusso sanguigno e prevenire la rottura.

Se l’emorragia è stata causata da malformazioni arterovenose (MAV), la chirurgia può anche essere usata per rimuoverle se non sono troppo grandi e non troppo profonde nel cervello. MAV sono collegamenti intrecciati tra arterie e vene che sono più deboli e scoppiano più facilmente di altri vasi sanguigni normali.

 

Come viene trattato il TIA?

L’attacco ischemico transitorio (TIA) è spesso causato da blocchi o da restringimenti nelle arterie che portano sangue al cervello. Spesso il blocco è formato da accumulo di grassi (placche) contenenti colesterolo.

Le cause del TIA sono in genere le stesse dell’ictus ischemico. Quindi si userà la stessa terapia dell’ictus ischemico, è scritta poco sopra.

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Riabilitazione

L’ictus è un evento che cambia la vita e può influenzare una persona sia fisicamente che emotivamente, a breve o lungo termine. Dopo un ictus cosa fare? Per il recupero sono necessarie attività specifiche riabilitative quali:

Logopedia (per il linguaggio) – serve ai problemi di produzione o di comprensione del discorso. Pratica, rilassamento, cambiare stile di comunicazione, utilizzando gesti o toni diversi, sono attività che aiutano.

Terapia fisica – per aiutare la persona a riprendere il movimento e il coordinamento. È importante uscire, anche se all’inizio è difficile.

Terapia occupazionale – aiuta la persona a migliorare la capacità di svolgere attività quotidiane, come lavarsi, cucinare, medicarsi, mangiare, leggere e scrivere.

Riabilitazione emotiva – per evitare o alleviare problemi di salute mentale come la depressione che può colpire dopo un ictus. Molti trovano utile condividere esperienze e informazioni con un gruppo di sostegno.

Supporto di amici e familiari – per fornire supporto pratico e vicinanza. Informare amici e famiglia su cosa fare per aiutare è molto importante.

La riabilitazione è una parte importante e lunga del trattamento. Con l’aiuto giusto, tornare ad una buona qualità della vita è possibile, in base alla gravità dell’ictus.

 

Prevenire un ictus

Il modo migliore per prevenire l’ictus è eliminare i fattori di rischio che lo causano. Serve seguire stili di vita sani, cioè:

  • Fare una dieta sana.
  • Mantenere un peso forma.
  • Allenarsi regolarmente.
  • Non fumare.
  • Evitare l’alcool o bere moderatamente.

Fare un’alimentazione sana significa ricca di frutta, verdura, cereali integrali, noci, semi e legumi; mangiare poca o niente carne rossa o elaborata; evita cibi con colesterolo e grassi saturi (spesso presenti nei cibi di origine animale); e limita il sale per controllare la pressione sanguigna.

I valori di colesterolo, glicemia e trigliceridi indicano se stai facendo una dieta sana. Se sono alti dovresti:

Altre misure per ridurre il rischio di ictus sono:

  • Mantenere la pressione sanguigna sotto controllo.
  • Controllare i valori di glicemia, colesterolo e trigliceridi.
  • Monitorare il diabete.
  • Curare le apnee ostruttive del sonno (apnee notturne) se presenti.

Oltre a questi cambiamenti nello stile di vita, il medico può aiutarti a ridurre il rischio di ictus ischemici prescrivendo farmaci anti-coagulanti e / o anti-piastrinici. Inoltre, si può anche usare l’intervento chirurgico arterioso (visto prima) per ridurre il rischio di recidive, così come altre operazioni chirurgiche ancora in fase di studio.

Per una corretta prevenzione delle malattie cardiovascolari e quindi dell’ictus, il Laboratorio analisi D’Errico ha studiato il check-up esami per il cuore.

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